sabato 18 settembre 2010

Mercato del lavoro piano triennale

La ripresa della economia e del commercio globale si presenta con caratteri di discontinuità, selettività e incerta produzione di nuovi posti di lavoro. In Italia – e nel Mezzogiorno in particolare – essa sollecita processi di aggiustamento competitivo delle attività produttive di beni e di servizi. Le attività manifatturiere sono impegnate in processi di riorganizzazione, specializzazione, innovazione e internazionalizzazione, allo scopo di soddisfare i cambiamenti nei consumi interni e di raggiungere i nuovi consumatori dei Paesi emergenti. L’agricoltura deve superare la frammentazione delle unità fondiarie e integrarsi con le attività di prima trasformazione e con la distribuzione. La logistica può crescere con gli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche e il potenziamento delle reti tradizionali. I servizi di cura, al pari di quelli sanitari ed educativi, si sviluppano ove la regolazione pubblica riconosce i criteri di sussidiarietà, differenziazione e concorrenza. Il turismo esprime le sue straordinarie potenzialità occupazionali – per giovani, donne e Mezzogiorno – solo in un contesto regolato che espelle le attività marginali e incoraggia la crescita organizzativa in termini qualitativi così come quantitativi. L’impiego delle tecnologie potrà creare nuove e più qualificate opportunità di lavoro ma anche pericoli di minore occupazione in particolare per la componente femminile. Le piccole imprese, la cooperazione, il mondo delle professioni e il lavoro autonomo sono soggetti – non da oggi – a profonde trasformazioni che richiedono una regolazione semplificata e adattabile, coerente con le esigenze di riqualificazione. I mutamenti nei processi produttivi e negli ambienti di lavoro contribuiscono alla nascita di nuovi lavori e di nuove professioni. Evidente è il disallineamento attuale e ancor più prospettico tra la domanda e l’offerta di lavoro in assenza di azioni volte ad avvicinare le competenze richieste a quelle offerte. Determinante è, ovunque, la disponibilità di professionalità corrispondenti ai nuovi processi produttivi, così come un moderno sistema di relazioni di lavoro in grado di guidare le sempre più frequenti transizioni occupazionali e professionali e sostenere i necessari cambiamenti. Condizionanti per la crescita sono il declino demografico, i mutamenti dei flussi migratori, la contrazione riflessiva e la nuova composizione dei consumi interni, l’espansione del terziario e il vincolo di finanza pubblica imposto dalla diffidenza dei mercati finanziari per il debito sovrano quando non accompagnato da una rigorosa disciplina di bilancio. In questo difficile contesto, il presente piano triennale – in coerenza con i valori e la visione del Libro Bianco sul futuro del modello sociale – vuole concorrere a promuovere crescita economica con occupazione aggiuntiva e di qualità attraverso:
a) l’emersione della economia informale e una efficace azione di contrasto dei lavori totalmente irregolari;
b) la maggiore produttività del lavoro attraverso l’adattamento reciproco delle esigenze di lavoratori e imprese nella contrattazione di prossimità, le forme bilaterali di indirizzo e gestione dei servizi al lavoro, l’incremento delle retribuzioni collegato a risultati e utili della impresa;
c) la occupabilità delle persone attraverso lo sviluppo delle competenze richieste dal mercato del lavoro, con particolare attenzione ai giovani e alle donne.
Gli obiettivi di una società attiva e di una economia maggiormente competitiva convergono nell’innalzamento del patrimonio di professionalità e competenze. Nella possibilità per ciascuna persona, per tutte le persone, di accedere a un lavoro dignitoso e di mantenerlo o, auspicabilmente, migliorarlo attraverso percorsi di formazione e di riqualificazione professionale. L’inclusione nel mercato del lavoro costituisce carattere fondamentale di quella economia sociale di mercato che il Governo si è impegnato a promuovere.
In Italia si è registrata per decenni una cronica bassa occupazione in proporzione alla crescita economica che è stata testimoniata soprattutto dalla abnorme dimensione – nel confronto con i Paesi competitori – del lavoro sommerso e degli investimenti in tecnologia dei processi produttivi finalizzati a contenere il bisogno di persone al lavoro. Donne e giovani sono risultati i più penalizzati da questa situazione come indicano i confronti internazionali sui tassi di partecipazione e occupazione.
La legge Treu e la riforma Biagi, con l’ulteriore evoluzione legislativa e contrattuale nel trascorso biennio, hanno prodotto una prima, significativa, liberazione del lavoro dai fattori che ne hanno lungamente inibito lo sviluppo quantitativo e qualitativo. Lo indicano, prima della crisi, il costante incremento dei tassi di occupazione (oltre tre milioni e mezzo di posti di lavoro aggiuntivi in meno di un decennio) e la drastica riduzione di un tasso di disoccupazione fino ad allora sistematicamente in doppia cifra.
Le nuove sfide competitive e la strategia di uscita dalla crisi internazionale sollecitano ora il definitivo completamento di questo percorso. Liberare il lavoro significa liberare i lavori. Incoraggiare nelle imprese l’attitudine ad assumere e a produrre lavori di qualità. A cogliere ogni opportunità di crescita, ancorché incerta. A realizzare, attraverso il metodo della sussidiarietà orizzontale e verticale – e quindi il flessibile incontro tra le parti sociali nei luoghi più prossimi ai rapporti di lavoro – le condizioni per more jobs, better jobs. Il piano per il lavoro è definito in continuità con le azioni intraprese nel biennio trascorso e in coerenza con il primario obiettivo della stabilità di finanza pubblica. Questo impedisce incrementi strutturali e imponderabili della spesa corrente che ipotecherebbero un futuro oggettivamente incerto. Per altro verso esso assume la regola di Marco Biagi secondo la quale non esiste alcun “incentivo finanziario utile a compensare un disincentivo normativo” di legge o di contratto.
Cosa abbiamo fatto, cosa faremo: le azioni nella crisi Nel primo biennio di attività – nel contesto della grande crisi globale – il Governo ha salvaguardato la base occupazionale e la coesione sociale avvalendosi del dialogo sociale e istituzionale, che ha visto convergere su importanti e tempestive decisioni Governo, Regioni e parti sociali. Le numerose iniziative assunte sono in prevalenza riconducibili a tre linee di azione. 1. Liberare il lavoro dalla oppressione fiscale, burocratica e formalistica La semplificazione e la certezza del quadro regolatorio incentivano le assunzioni e aiutano a contrastare fenomeni diffusi di irregolarità. Vi concorre l’istituto dell’interpello introdotto dalla legge Biagi che, nel biennio trascorso, ha dato luogo a numerosi chiarimenti del Ministero del lavoro uniformando i comportamenti ispettivi e orientando le attività delle imprese e dei loro consulenti. Con una direttiva ai servizi ispettivi del settembre 2008 è stata reindirizzata e riqualificata l’attività di vigilanza verso la prioritaria repressione del lavoro sommerso e la contestazione di violazioni sostanziali rispetto a quelle puramente formali. Sono stati rimossi i vincoli introdotti nella precedente legislatura ripristinando la legge Biagi, ovvero reintroducendo e ampliando la regolazione di tipologie contrattuali che possono facilitare l’accesso al lavoro, l’emersione di spezzoni lavorativi, l’occupabilità dei giovani (contratto a termine, somministrazione di lavoro, lavoro intermittente, buoni lavoro o voucher, apprendistato con formazione aziendale, ammissibilità del cumulo tra lavoro e pensioni). Sono state semplificate la trasmissione periodica dei dati retributivi e contributivi (uniemens) e la gestione documentale dei rapporti di lavoro (introduzione del libro unico del lavoro, abrogazione della procedura formalistica sulle dimissioni), agevolando una gestione del personale e dei tempi di lavoro maggiormente coerente con una economia terziaria e sempre meno fordista (esternalizzazioni, appalti, lavoro a tempo parziale, disciplina flessibile dell’orario di lavoro in coerenza con la normativa europea). Sono stati introdotti correttivi al Testo Unico di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Fatta salva la garanzia dei livelli di tutela esistenti, si sono poste le condizioni per superare una visione formalistica e burocratica della sicurezza a favore di una cultura promozionale e per obiettivi tale da incidere in modo concreto sui contesti organizzativi d’impresa. La necessaria riduzione della pressione fiscale sul reddito da lavoro è stata avviata emblematicamente già nel primo Consiglio dei Ministri della Legislatura con il provvedimento che ha sottratto alla tagliola della progressività, attraverso una tassazione agevolata e definitiva, la componente del salario espressione di una maggiore produttività del lavoro (straordinario e premi aziendali). Nel secondo anno la tassazione agevolata si è concentrata, nel contesto della crisi, sul reddito variabilmente connesso agli indicatori positivi della impresa.
L’onere relativo alle misure di tassazione agevolata è stato di circa 500 milioni su base annua interessando oltre un milione di lavoratori con i trattamenti retributivi più bassi. La stessa “spesa fiscale”, spalmata su tutti i redditi di lavoro, avrebbe dato luogo a benefici impercettibili, non avrebbe tutelato i lavoratori con i salari più bassi e non avrebbe stimolato la maggiore produttività del lavoro e la riforma della contrattazione collettiva. Si apre ora il “cantiere” per una riforma generale del sistema fiscale correlata al completamento del federalismo istituzionale e ai grandi cambiamenti intervenuti nella produzione e composizione della ricchezza. L’obiettivo è uno spostamento del prelievo dalle persone che lavorano e producono alle cose e ai consumi, i cui tempi e modi saranno necessariamente influenzati dagli andamenti dei mercati finanziari e dalle condizioni di finanza pubblica. In considerazione della sperimentazione effettuata, e degli obiettivi inerenti la giusta remunerazione del lavoro e l’incremento della sua produttività, sarà gradualmente ampliata la platea dei lavoratori beneficiari di una riduzione contributiva e di una tassazione agevolata dei redditi correlati a criteri di maggiore competitività delle imprese, inclusi gli utili di bilancio, sulla base della contrattazione aziendale o territoriale. 2. Liberare il lavoro dal conflitto collettivo e individuale La riforma degli assetti contrattuali, incoraggiata dalla tassazione agevolata del salario variabile, è finalmente intervenuta con l’accordo del 22 gennaio 2009, dopo oltre un decennio di tentativi. Essa si è caratterizzata per una significativa devoluzione di importanti contenuti ai livelli più vicini al concreto svolgersi del rapporto di lavoro. Ne è già derivato un significativo cambiamento nelle relazioni industriali. I contratti collettivi nazionali sono stati rinnovati con maggiore semplicità e tempestività. Hanno trovato nuovo impulso le esperienze bilaterali con le quali le parti organizzano, in sussidiarietà, servizi e apprestano moderne tutele volte a dare qualità al lavoro e nuove sicurezze ai lavoratori. Dalla previdenza alla sanità complementare, dalla salute e sicurezza alla formazione, dal collocamento alla stessa integrazione del reddito in caso di inattività, le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro hanno sviluppato uno spirito cooperativo e una attitudine a presidiare i settori produttivi e i mercati locali del lavoro che potranno dare frutti crescenti per le persone e per le imprese. È in questo contesto che si è avviato il tavolo di dialogo tra Governo e parti sociali sulla partecipazione dei lavoratori ai risultati e agli utili aziendali. L’avviso comune del 9 dicembre 2009 riconosce come l’economia della partecipazione sia la soluzione che meglio concilia la solidarietà tipica del modello sociale europeo con l’efficienza richiesta dal mercato globale. Il “Codice della partecipazione”, redatto dal Governo per agevolare l’attività del “tavolo”, orienterà ora il libero confronto tra le parti sociali per ulteriori sperimentazioni e per la verifica di eventuali novazioni legislative.
Il disegno di legge sulla regolazione dello sciopero nei trasporti si propone di liberare non solo gli utenti dalle limitazioni alla loro mobilità determinate dal solo “effetto annuncio” di gruppi minoritari, ma anche le organizzazioni più rappresentative dalla concorrenza sleale di questi ultimi. A una “Commissione per le relazioni di lavoro”, che prenderà il posto della attuale Commissione di garanzia, verrà affidato il compito di certificare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali affinché le relazioni industriali si svolgano secondo modalità libere, informate e responsabili, prevenendo e isolando gli accordi prodotti solo da organizzazioni manifestamente minoritarie. La disciplina in materia di strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie di lavoro – sostenuta dall’avviso comune del 9 marzo 2010 – ha infine lo scopo di deflazionare l’abnorme contenzioso (circa 1,2 milioni di cause pendenti e un flusso annuo di 400 mila cause la cui durata oscilla tra 5 e 7 anni) attraverso una libera possibilità in più per lavoratori e imprese. La tempestività della risoluzione della controversia conviene a tutti, ai lavoratori in primo luogo. Sono in ogni caso le parti sociali a dover regolare i modi con cui utilizzare i nuovi istituti adattandoli ai diversi contesti e al mutare nel tempo dei rapporti di lavoro. Un clima maggiormente cooperativo non può che aumentare la propensione ad assumere, la produttività del lavoro, la qualità della vita nel lavoro.
3. Liberare il lavoro dalla insicurezza La caduta della domanda globale di beni come di servizi ha colpito, in modo particolare, le economie esportatrici come quella italiana. È stata una crisi della domanda non della offerta. L’accordo con le Regioni sugli ammortizzatori sociali del 12 febbraio 2009 e i ricorrenti accordi con le parti sociali hanno consentito di non disperdere il capitale umano delle imprese e sostenere il reddito delle famiglie e di tutte le categorie di lavoratori compresi quelli atipici e temporanei. La tenuta occupazionale è stata decisamente migliore rispetto alla media degli altri Paesi. Lo hanno riconosciuto anche le istituzioni internazionali e il G20 di Washington. È stata pertanto giusta la risposta in termini di protezione del reddito collegata alla continuità del rapporto di lavoro attraverso l’estensione straordinaria della cassa integrazione e l’incentivazione dei contratti di solidarietà. Si è garantita la sopravvivenza della base produttiva e occupazionale in modo da conservarle pronte ad agganciare la ripresa. La scelta opposta, da alcuni suggerita, di un rafforzamento della indennità di disoccupazione e di una abolizione della cassa integrazione, avrebbe al contrario incoraggiato la risoluzione di molti rapporti di lavoro e il rattrappimento della base produttiva. L’intervento di manutenzione del quadro legale non è stato marginale. Il sistema degli ammortizzatori è stato esteso a tutti i settori produttivi e a tutte le tipologie di lavoro dipendente compresi gli apprendisti e gli interinali. Una tutela una tantum è in corso di sperimentazione per i collaboratori a progetto in regime di monocommittenza in caso di fine lavoro.
Il ricorso a strumenti straordinari di protezione del reddito è necessariamente destinato a protrarsi nel prossimo periodo in attesa del ripristino – previsto nel “collegato lavoro” – della delega al riordino degli ammortizzatori sociali predisposta dal precedente Governo e della approvazione del disegno di legge delega relativo allo “Statuto dei lavori”. La recente crisi ha confermato l’importanza di poter disporre di un assetto adattabile, flessibile e responsabile degli ammortizzatori, capace di rispondere ai repentini cambiamenti del mercato del lavoro e coerente con i vincoli di finanza pubblica. Nel progetto di riforma derivante dalla combinazione delle deleghe dello “Statuto dei lavori” e del “collegato lavoro” restano fermi i due criteri che hanno positivamente contraddistinto il nostro attuale sistema. Quello di una necessaria base assicurativa – obbligatoria o volontaria – per il finanziamento delle erogazioni. E, come conseguenza di questa natura assicurativa, quello di un congruo periodo di lavoro e di versamenti per potervi accedere. Rimane altresì ferma l’articolazione del sistema su più “pilastri”. Da una unica indennità nel caso di interruzione del rapporto di lavoro a forme di sostegno del reddito in costanza di rapporto che possono essere modulate nei diversi settori o nelle diverse dimensioni d’impresa sulla base di contribuzioni obbligatorie e/o volontarie delle imprese e dei lavoratori. Una forma di contribuzione obbligatoria potrà sostenere anche una indennità di “reinserimento” per i collaboratori in regime di mono-committenza, che dovrà essere tarata sulla base della sperimentazione in corso. Al potenziamento e alla estensione degli ammortizzatori sociali si è accompagnata una sostanziale revisione delle logiche di funzionamento del sistema. Incentivando, per un verso, il concorso di risorse private messe a disposizione dalla bilateralità e dai fondi interprofessionali. Condizionando, per l’altro verso, l’erogazione del trattamento di sostegno al reddito alla preventiva dichiarazione di immediata disponibilità a un lavoro congruo o a un percorso di formazione. È prossimo l’avvio di un nuovo sistema istituzionale rivolto a facilitare la ricerca di lavoratori e di opportunità di lavoro sulla base della evoluzione tecnologica intervenuta e della pluralità di luoghi di incontro nella rete debitamente autorizzati. In particolare sarà agevolato l’accesso dei datori di lavoro, per il tramite dei servizi competenti, alla banca dati dei lavoratori beneficiari di sussidi e come tali portatori di una “dote” finanziaria nel caso di assunzione. È questa anche la condizione per rendere effettiva la sanzione della perdita del sussidio per coloro che rifiutino una offerta di lavoro “congrua” o una opportunità di riqualificazione professionale. In vista di una ripresa selettiva sono stati previsti sostegni per gli intermediari che agevolino l’assunzione di lavoratori svantaggiati e sono stati potenziati gli incentivi economici per l’assunzione di lavoratori che percepiscono sussidi pubblici. È stato altresì previsto un bonus per il rientro in azienda di lavoratori sospesi al fine di svolgere attività formativa in assetto produttivo.
Con l’accordo tra Governo, Regioni e parti sociali del 17 febbraio 2010 sono state adottate innovative linee guida per riorientare le ingenti risorse per la formazione (pari a circa 2,5 miliardi di euro) quale principale leva per l’adattabilità e la occupabilità delle persone. Per affrontare le maggiori criticità del mercato del lavoro italiano – e cioè i bassi tassi occupazionali di giovani e donne – il Governo ha infine avviato due piani di azione denominati “Italia 2020” che costituiscono parte integrante del presente Piano. Il cuore delle azioni in favore della occupazione femminile è la politica di conciliazione che si realizza attraverso la rimodulazione dell’orario di lavoro – per la quale è stato richiesto un avviso comune alle parti sociali – e la promozione dei servizi di cura alla infanzia con particolare riguardo ai nidi familiari. Per quanto riguarda i giovani, il piano di azione promuove soprattutto la loro occupabilità attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro, in quanto la loro esclusione dal mercato del lavoro appare connessa al disallineamento tra le competenze richieste dal sistema produttivo e le deboli capacità acquisite in percorsi educativi troppo lunghi o troppo brevi e in ogni caso rigidamente separati dalla esperienza lavorativa. L’immigrazione infine, più esposta al rischio del lavoro irregolare e della disoccupazione di lungo periodo, merita una specifica attenzione nelle politiche attive per l’emersione e l’occupabilità secondo le linee del Piano nazionale per l’integrazione che costituiscono, come i piani sopra citati, parte integrante di questo documento. Cosa abbiamo fatto, cosa faremo: le priorità nella ripresa Il percorso sin qui intrapreso sarà completato nel prossimo triennio nei termini già esposti e secondo tre ulteriori linee di azione. 1. Liberare il lavoro dalla illegalità e dal pericolo Liberare il lavoro dalla illegalità e dal pericolo significa potenziare in termini qualitativi le attività di vigilanza orientandole alla repressione delle violazioni sostanziali più gravi. A partire da quelle che costituiscono, specialmente in settori a forte manualità e in contesti territoriali più deboli, un pericolo immanente per l’incolumità della persona che lavora. È doveroso e possibile l’obiettivo della “tolleranza zero” per le forme peggiori di sfruttamento del lavoro secondo un metodo di selezione nel più ampio fenomeno delle irregolarità e una combinazione di attività istituzionali e sociali. L’attività ispettiva deve sempre più divenire sintesi sinergica delle azioni programmate dai diversi organi di vigilanza – unitamente agli interventi delle forze di polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza – e attuate in modo coordinato, e in linea di principio uniforme, a livello territoriale, anche in considerazione delle specifiche realtà e delle caratteristiche peculiari delle singole aree e dei diversi distretti economici. L’impegno del Governo è quello di portare a compimento la piena integrazione operativa dei servizi ispettivi e delle forze armate e di polizia anche attraverso l’impiego di tecnologie condivise e d’avanguardia che consentano collegamenti informatici e controlli incrociati. La collaborazione con l’arma dei carabinieri, che oggi già si realizza attraverso un suo nucleo specializzato, potrà avvalersi in termini più sistemici – a partire dai territori più esposti alle peggiori patologie – delle stazioni territoriali che costituiscono un presidio capillare nei territori, fonte privilegiata di informazioni e di percezioni su quanto in essi realmente accade. La collaborazione con la guardia di finanza, già avviata positivamente nell’ambito del piano straordinario di vigilanza nel Mezzogiorno, potrà consentire l’incrocio di informazioni essenziali per selezionare gli obiettivi. L’evoluzione della attività ispettiva dovrà consistere nell’approfondimento del lavoro di intelligence a monte delle attività operative affinché il numero inesorabilmente limitato di queste, in rapporto al numero complessivo delle imprese, sia tuttavia orientato verso obiettivi mirati in quanto ragionevolmente luogo delle più gravi violazioni (lavoro nero, sicurezza sui luoghi di lavoro, corretta qualificazione dei contratti di lavoro, false prestazioni nel settore agricolo e fenomeni di elusione contributiva, appalti illeciti, lavoro irregolare degli stranieri, lavoro minorile, inserimento lavorativo dei disabili). In un contesto di programmazione delle ispezioni risulterà più agevole – e decisiva – la messa a regime di programmi straordinari di vigilanza, alcuni in parte già avviati come il piano straordinario per i settori della edilizia e della agricoltura nel Mezzogiorno, correlati con lo sviluppo del controllo sociale degli organismi bilaterali a livello settoriale e territoriale. Le aree di intervento prioritario dovranno riguardare, oltre alle due citate, l’economia turistica e i servizi connessi alla logistica e ai trasporti, settori nei quali la diffusa irregolarità dei rapporti di lavoro costituisce un freno all’ammodernamento. Liberare il lavoro dalla illegalità e dal pericolo impone anche di semplificare e razionalizzare il quadro legale. Dare maggiore certezza agli operatori economici e piena effettività alle norme di legge e contratto collettivo. Valorizzare una tecnica sussidiaria di regolazione dei rapporti di lavoro che possa consentire di tener conto dei marcati differenziali territoriali e delle peculiarità di ciascun settore produttivo. Superare, in definitiva, quella concezione minimalista e semplificante che ha sin qui caratterizzato – con esiti non a caso modesti – le politiche pubbliche di contrasto e repressione del lavoro nero. Come se si trattasse di un fenomeno tutt’altro che complesso e articolato. Senza cioè alcuna distinzione tra ciò che in esso vi è di realmente patologico e di sfruttamento della persona che lavora, come tale da sanzionare pesantemente, e ciò che, invece, è illegale solo perché non trova adeguata rappresentazione nel quadro giuridico-formale di regolazione dei rapporti di lavoro. Importante – come dimostra il successo registrato in agricoltura, nel Nord del Paese – sarà la piena messa a regime del buono prepagato o voucher che consente di far emergere importanti sacche di lavoro sommerso la cui regolarizzazione garantisce tutele (previdenziali, assicurative e retributive) ai lavoratori, costi e oneri agevolati per le imprese e la successiva tracciabilità dei percorsi dei datori di lavoro come dei lavoratori. Essenziale appare, in particolare nel Mezzogiorno, la promozione di organismi bilaterali istituiti dalle organizzazioni rappresentative degli imprenditori e dei lavoratori agricoli su quella base provinciale che corrisponde peraltro all’ambito della contrattazione collettiva decentrata. Ci aiuta l’esempio dell’edilizia. Un settore caratterizzato dalla frammentazione delle imprese e dei rapporti di lavoro rispetto al quale le parti sociali hanno saputo organizzare insieme servizi che tutelano le persone e sostengono il tessuto produttivo. Lo stesso vale per l’economia turistica che richiede l’emersione di molti dei lavori che a essa afferiscono non solo allo scopo di garantire le doverose tutele, ma anche con il fine di garantire quella minima base di efficienza sulla quale soltanto può realizzarsi uno sviluppo organizzativo. Le caratteristiche diffuse e frammentate delle attività economiche che concorrono alla economia turistica richiedono, al pari di quanto avviene in edilizia e, seppure in forme meno strutturate, in agricoltura, il concorso del controllo sociale e l’adozione di un più marcato criterio di sussidiarietà verso le funzioni di governo del mercato del lavoro che possono essere esercitate congiuntamente dalle organizzazioni rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro. Dal collocamento, ai flussi migratori stagionali, alla gestione dei voucher, alla formazione, alla salute e sicurezza nel lavoro, alla stessa integrazione del reddito nei periodi di inattività, gli enti bilaterali possono rappresentare in sussidiarietà un affidabile complemento delle funzioni pubbliche e delle stesse attività di vigilanza. Si tratta di sostituire intermediari parassitari, spesso legati alla criminalità organizzata, con sobrie ed efficienti attività di mediazione sociale non profittevole garantite dalla rappresentatività degli attori sociali. Gli enti bilaterali, che andranno irrobustiti e sostenuti, potranno fornire anche utili elementi conoscitivi in ordine ai fenomeni di maggiore criticità presenti sul territorio, fornendo così agli enti pubblici competenti elementi per programmare e gestire in modo più puntuale ed efficace le diverse tipologie di intervento e anche svolgere, in sinergia con le associazioni di settore, una azione di ampia sensibilizzazione delle aziende operanti negli stessi settori in ordine agli istituti giuridici utilizzabili per far emergere, da un lato, e contrastare, dall’altro lato, forme di lavoro irregolare e sommerso. Decisiva è, dunque, la funzione di “controllo sociale” che possono svolgere gli enti bilaterali, in grado di orientare operativamente l’attività di verifica da parte degli organismi pubblici come già avviene per il DURC (documento unico di regolarità contributiva) e come anche previsto, sul piano del diritto positivo, dalla recente modifica del Testo Unico di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro che introduce la patente a punti in edilizia e il sistema di qualificazione delle imprese. Le grandi organizzazioni rappresentative della cooperazione italiana possono svolgere una significativa funzione ai fini della emersione del lavoro irregolare non soltanto per la loro capacità diffusa di monitorare e segnalare le forme di cooperazione spuria, ma anche per la loro capacità di promuovere modelli di cooperazione in grado di organizzare in termini trasparenti le attività lavorative che, in modo dipendente o autonomo, prestano servizi socio-sanitari e di assistenza domiciliare. Come in passato la cooperazione ha consentito l’emersione e lo sviluppo di attività tradizionalmente irregolari, tra cui il facchinaggio, così oggi essa può concorrere alla diffusione organizzata dei nidi familiari o alla regolarizzazione e qualificazione delle badanti. Tra le priorità delle azioni ispettive e di vigilanza assolutamente centrale è, infine, quella in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tale attività non è solo quella di natura prettamente tecnica volta alla verifica del rispetto della normativa prevenzionistica ma, come dimostrano i più recenti provvedimenti in materia di sospensione della attività imprenditoriale e di DURC, anche quella avente ad oggetto tutta la disciplina di gestione del rapporto che comunque incide sul profilo della integrità psico-fisica del lavoratore. Preso atto che, in tale ambito, vige il riparto delle competenze legislative e amministrative che vedono nelle Regioni e nella amministrazione statale i due interlocutori istituzionali del mondo datoriale, l’obiettivo da realizzare è quello del superamento di tale tradizionale “dualismo” in favore di una più integrata e sinergica azione di controllo che superi anche i più recenti modelli di coordinamento previsti dal Testo Unico. Le singole Regioni potranno, nella loro autonomia, stipulare convenzioni con lo Stato affinché le funzioni ispettive centrali integrino la loro programmazione con quella del servizio sanitario regionale verificando in tutti i comparti vigilati non solo i profili di propria competenza ma anche quelli relativi al rispetto delle norme in materia di sicurezza comunicandone i risultati. Tra le priorità della azione di governo per liberare il lavoro dalla illegalità e dal pericolo ricordiamo, infine, lo sforzo per procedere alla completa e puntuale implementazione del Testo Unico di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro attraverso la normativa settoriale e di dettaglio. Fondamentale sarà la definitiva attivazione del sistema di governo, su base tripartita, delle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro per la individuazione di indirizzi di attività e interpretazioni uniformi sul territorio nazionale. In tal modo sarà possibile contare su un sistema che contempla il continuo confronto dei Ministeri e delle amministrazioni centrali competenti in materia con le parti sociali garantendo che le scelte operate vengano discusse a livello nazionale, coerentemente applicate a livello settoriale e/o territoriale, valutate quanto alla loro efficacia e, all’esito di tale valutazione, eventualmente corrette. Elemento centrale di tale sistema tripartito sarà il sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Le amministrazioni potranno condividere i rispettivi patrimoni informativi, confrontandoli tra loro, sottoponendoli alle parti sociali e rendendo i rispettivi interventi maggiormente coerenti con una strategia nazionale della prevenzione e, al contempo, più economici in quanto più efficaci. Le informazioni raccolte saranno imprescindibile elemento per la definizione di linee strategiche comuni in materia di salute e sicurezza, per la loro diffusione a livello territoriale e la condivisione con le parti sociali.
L’integrazione di ISPESL e IPSEMA in INAIL – superando la prospettiva, limitativa, della mera conferenza di servizi e del coordinamento di autonome entità istituzionali – potrà consentire la costituzione di un polo nazionale strategico per la gestione, in chiave moderna e integrata, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso l’integrazione delle competenze, l’unicità di impostazione delle strategie di sviluppo, la convergenza della definizione della programmazione e pianificazione, la tempestività dei processi decisionali, la semplificazione del modello operativo, l’ottimizzazione e il potenziamento dell’apparato organizzativo/funzionale, sia a livello centrale che territoriale. Si garantirà infine, senza soluzioni di continuità rispetto agli anni 2008 e 2009, il sostegno alle attività promozionali per la salute e sicurezza sul lavoro e si rafforzerà il coordinamento con il Ministero della istruzione in modo da coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado relativamente alla diffusione di una nuova cultura della sicurezza. 2. Liberare il lavoro dal centralismo regolatorio Maggiori e migliori posti di lavoro non si creano per decreto. Le leggi possono contribuire a un contesto favorevole per la competitività delle imprese e sostenere la loro naturale propensione ad assumere e investire in modo stabile sulle persone. Ma possono anche determinare un effetto contrario, comprimendo le potenzialità del sistema produttivo e le istanze di inclusione, soprattutto là dove non siano capaci di interpretare e governare gli imponenti cambiamenti intervenuti nella società e nel lavoro. L’attuale centralismo regolatorio riflette assetti di produzione propri della vecchia economia. Dominati dalla grande fabbrica industriale. Con modelli di organizzazione del lavoro standardizzati e rigidi. Con un perimetro aziendale ben definito per struttura e composizione della manodopera impiegata e per localizzazione territoriale. È questa l’immagine del lavoro riflessa nello “Statuto dei lavoratori” del 1970. Una legge storica che ha portato nelle fabbriche i diritti fondamentali della persona sanciti nella Costituzione e promosso la presenza sindacale in azienda. Una legge che, tuttavia, trova oggi applicazione per una parte limitata e sempre più minoritaria del mondo del lavoro. Quarant’anni di Statuto evidenziano tutta la distanza che separa l’impianto di questa legge dai nuovi modelli di produzione e di organizzazione del lavoro e dalla recente evoluzione di un mercato del lavoro sempre più terziarizzato e plurale. Con forza sempre meno radicata presso la stessa azienda. Con nuove istanze di conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro dettati dal massiccio – ma non ancora soddisfacente – ingresso delle donne nel mercato del lavoro. Con nuovi e crescenti dualismi che ampliano il divario tra chi partecipa al mercato del lavoro istituzionale, sindacalmente presidiato e tutelato, e chi invece è confinato in una economia informale governata da rapporti di lavori grigi che via via degradano nel sommerso totale. Al lavoro stabile e per una intera carriera si contrappongono oggi sempre più frequenti transizioni occupazionali e professionali che richiedono diritti e nuove tutele anche per l’inoccupato, il disoccupato e quanti sono coinvolti in processi di riconversione e ristrutturazione aziendale. I mutamenti del mondo del lavoro implicano l’insorgere di esigenze che spiazzano un sistema di tutele ingessato – perché fatto di norme rigide applicabili in modo indifferenziato a tutti i datori di lavoro di qualunque territorio o settore produttivo – suggerendo l’introduzione di assetti regolatori maggiormente duttili e la definizione di diritti universali post-moderni. La sfida dello “Statuto dei lavoratori” era ed è, ancora oggi, tutta qui. Nella capacità di superare una mentalità di mera conservazione dell’esistente. Perché uno statuto del lavoro rigido, ancorato ai modelli e alle logiche di un passato che non c’è più, tradirebbe la sua funzione storica che è ancora oggi pienamente attuale. Quella cioè di approntare, al di là delle tecniche e delle norme di dettaglio di volta in volta adottate, un sistema di tutele moderne e mobili tali da consentire il pieno sviluppo della persona attraverso il lavoro e nel lavoro. L’economia della conoscenza deve poter contare su lavoratori il cui potere contrattuale poggi sulle qualità e competenze professionali, sulla capacità di adattamento e sui meriti piuttosto che su di un sistema di garanzie tanto rigide quanto ineffettive. Questa è la vera stabilità del lavoro. Una stabilità basata su un sistema di convenienze reciproche più che su formalistiche imposizioni di legge che alimentano un imponente contenzioso (individuale e collettivo) e che nulla valgono quando un posto di lavoro si consuma. L’istanza di cambiamento non può essere affidata a soluzioni semplicistiche, che ipotizzano di ricondurre forzatamente la multiforme e dinamica realtà del lavoro in un unico schema contrattuale, il c.d. contratto unico. Sarebbe questo un modello di regolazione dei rapporti di lavoro ancora più rigido di quelli del passato tanto è vero che non è stato ipotizzato neppure nell’epoca in cui imperava l’impresa fordista. È illusorio pensare di poter cristallizzare il dinamismo dei nuovi lavori in rigide categorie giuridiche unificanti solo sulla carta, ma lontane da una realtà che, per essere governata e non rifuggire nell’economia sommersa, deve essere sempre meno eterodiretta dal legislatore statale e sempre più affidata a logiche sussidiarie e al libero dispiegarsi della contrattazione collettiva. Un moderno quadro regolatorio delle relazioni di lavoro, attento alla centralità della persona e alla effettività delle tutele, deve porsi quali obiettivi sostanziali i tre fondamentali diritti che dovranno essere garantiti a ogni persona che lavora, indipendentemente da formalismi e qualificazioni giuridiche. Il diritto ad ambienti di lavoro sicuri, innanzitutto. E anche il diritto a un compenso equo non solo in quanto idoneo a garantire una esistenza libera e dignitosa ma anche perché proporzionato ai risultati della impresa. A ciò si dovrà aggiungere un diritto di nuova generazione ancora poco effettivo nel nostro Paese: quello all’incremento delle conoscenze e delle competenze lungo tutto l’arco della vita quale vera garanzia di stabilità occupazionale e di espressione della propria personalità. Gli stessi diritti – e ancor più le tutele che li sostengono – possono essere solo in parte generalizzati e sanzionabili mentre richiedono contenuti regolatori promozionali che, soprattutto la contrattazione collettiva e gli enti bilaterali, potranno esprimere nelle diverse condizioni di settore, di territorio e di azienda.
Lo “Statuto dei lavori” ipotizzato da Marco Biagi, oggetto di un disegno di legge delega che il Governo presenterà in Parlamento, costituirà la rinnovata cornice dei diritti inderogabili di legge entro la quale le tutele potranno trovare una modulazione più moderna, prodotta in parte dalla legge stessa e poi flessibilmente derogabile o integrabile dalla contrattazione nei vari contesti e nelle dimensioni in cui si realizza. Il nuovo Statuto sollecita esplicitamente la sussidiarietà orizzontale verso le organizzazioni di tutela e rappresentanza dei lavoratori e degli imprenditori come la sussidiarietà verticale verso i livelli più prossimi al rapporto di lavoro. La flessibilità negoziata dalle parti sociali appare idonea a realizzare non solo la protezione del lavoratore in termini più aderenti alle diverse condizioni soggettive e di contesto, ma anche la reciproca adattabilità tra le esigenze delle imprese e quelle dei loro collaboratori. E in questo modo essa appare capace di perseguire il bene comune della crescita e della produttività del lavoro con occupazione anche nelle realtà territoriali più difficili, con riferimento alle componenti sociali più deboli o più svantaggiate, in favore delle più coraggiose iniziative imprenditoriali. La stessa organizzazione di forme aggiuntive di integrazione del reddito sulla base di contribuzioni volontarie – anche per le collaborazioni autonome – si può combinare efficacemente con le tutele attive della formazione e del ricollocamento previste nell’ambito degli organismi bilaterali sulla base delle sperimentazioni già effettuate, dall’artigianato ai fondi interprofessionali. Sarà necessaria una adeguata massa critica di lavoratori e di imprese aderenti per poter realizzare una diffusa articolazione territoriale perché anche per gli enti bilaterali vale la regola per cui solo la prossimità mette al riparo dai pericoli di autoreferenzialità. L’arretramento del centralismo regolatorio consentirà di sviluppare le esperienze e i compiti degli organismi bilaterali territoriali per una gestione condivisa dei mercati locali del lavoro e dei servizi che danno valore alla persona quali sicurezza, formazione, integrazione del reddito, collocamento, certificazione del contratto di lavoro. L’impianto plurale e sussidiario dello “Statuto dei lavori” affida alla bilateralità e alla contrattazione collettiva, così come congegnata dalla recente riforma degli assetti contrattuali e sostenuta dalle misure di decontribuzione e defiscalizzazione, l’obiettivo di incentivare la produttività del lavoro e il connesso incremento delle retribuzioni, diretto o indiretto, attraverso servizi integrativi e tutele aggiuntive di tipo promozionale. La maggiore attenzione della contrattazione collettiva al sostegno dei servizi rivolti a incrementare la dotazione di forme welfare negoziale e di protezione sociale dei lavoratori è destinata peraltro a sviluppare ulteriormente anche gli enti bilaterali nazionali dedicati alla previdenza complementare, alla assistenza sanitaria, agli oneri per la non autosufficienza.
3. Liberare il lavoro dalla incompetenza L’Italia, più di altri Paesi, registra un marcato disallineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro. Colpa della mancanza di una robusta infrastruttura di moderni operatori del mercato del lavoro, pubblici e privati, in grado di mettere in contatto lavoratori e imprese. Colpa anche della totale inadeguatezza del sistema di formazione e, con particolare riguardo ai giovani, dei percorsi di transizione e raccordo tra scuola, università e mercato del lavoro. Colpa soprattutto del paradigma della separazione tra formazione e lavoro, tra istruzione e formazione, tra studio e lavoro, tra teoria e pratica, tra competenze culturali e competenze professionali, tra scuola e impresa che nega ideologicamente l’alternanza formativa e l’integrazione circolare tra questi diversi momenti. Eppure è l’effettivo accesso alle occasioni di apprendimento e di sviluppo e valorizzazione delle competenze – indicato nello “Statuto dei lavori” alla stregua di uno dei tre diritti fondamentali della persona in ambito lavorativo – che assume oggi una rilevanza strategica per la autopromozione della persona e per la competitività del sistema delle imprese in un mercato del lavoro ove la natura delle occupazioni cambia velocemente, alcune scompaiono e altre si creano. Con l’accordo tra Governo, Regioni e parti sociali del 17 febbraio 2010 abbiamo condiviso innovative linee guida per la formazione quale principale leva per l’adattabilità e la occupabilità delle persone. Si tratta di un patto per il cambiamento dei criteri attuali di finanziamento e della stessa concezione delle iniziative formative sulla base di tre presupposti:
1) il lavoro è parte essenziale di tutto il percorso educativo, formativo e professionale di una persona;
2) l’impresa e l’ambiente produttivo sono il contesto più idoneo per lo sviluppo delle professionalità;
3) la certificazione formale deve interessare la reale verifica delle competenze di una persona, maturate anche attraverso l’esperienza e il lavoro, a prescindere dai corsi di formazione frequentati che possono al più costituire un mezzo e non la prova per l’acquisizione e lo sviluppo di esse.
L’accordo, che implementeremo con le Regioni e le parti sociali, consentirà di cambiare il paradigma della formazione spostando l’attenzione dalle procedure ai risultati e, prima ancora, al destinatario. Piuttosto che concentrarsi sui fattori formali e burocratici dei percorsi formativi (durata, procedure, istituzioni e metodi pedagogici che portano a una qualifica), l’attenzione sarà diretta alle conoscenze, competenze o abilità che la persona ha acquisito ed è in grado di dimostrare. Ciò vale anche per i sistemi di istruzione e formazione che – come già declinato nel piano Italia 2020 per l’occupabilità dei giovani – devono adattarsi ai bisogni individuali. Rafforzare l’integrazione con il mercato del lavoro. Rendere trasparenti e mobili le qualifiche. Migliorare il riconoscimento dell’apprendimento non formale e di quello informale. Rendere trasparenti e accessibili i curricula a imprese e operatori del mercato del lavoro.
L’accento sull’apprendimento e sulle competenze, in questa nuova ampia accezione, sollecita la consapevolezza che al cuore delle politiche per la occupabilità sia necessario sviluppare ampi sistemi integrati di qualifiche, che non comprendano solo quelle legate ai percorsi formali e ai titoli di studio, ma siano anzi sempre più in sintonia con il mercato del lavoro, i sistemi di inquadramento professionale e le declaratorie contemplate dai contratti collettivi. Centrale, per contrastare la diffusa incompetenza e recuperare il disallineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro, è la valenza educativa e formativa del lavoro – di tutte le esperienze di lavoro – che si esalta attraverso una integrazione sostanziale tra i sistemi educativi e formativi e il mercato del lavoro valorizzando modelli di apprendimento in assetto lavorativo (come il contratto di apprendistato) che possono consentire non soltanto la professionalizzazione (l’apprendimento di un mestiere), ma anche la acquisizione di titoli di studio di livello secondario o terziario compresi i dottorati di ricerca.
Le azioni concordate, e che siamo impegnati a implementare rapidamente, sono:
1) una rilevazione tempestiva su base territoriale e settoriale dei fabbisogni professionali di competenze sostenuta da una cabina di regia nazionale, a partire da un ampliamento su base provinciale del programma Excelsior, e lo sviluppo dei servizi di placement nelle università e scuole superiori;
2) l’impiego diffuso del metodo di apprendimento “per competenze” in situazione lavorativa in luogo di quello “per discipline separate” in situazione scolastica, la rivalutazione dell’istruzione-formazione tecnico-professionale, il coinvolgimento delle imprese, singole o associate, nelle attività educative e formative;
3) l’accesso degli inoccupati a tirocini di inserimento, il rilancio dei corsi di istruzione e formazione tecnico superiore (IFTS) e dei contratti di apprendistato della legge Biagi, privilegiando l’apprendimento nella impresa, la rivisitazione degli stage;
4) il rientro anticipato dei cassaintegrati sulla base di accordi di formazione e lavoro;
5) l’accreditamento di “valutatori” indipendenti in grado di certificare le effettive competenze dei lavoratori comunque acquisite, in modo da rafforzare la trasparenza e la migliore informazione nel mercato del lavoro, accrescere la capacità di offerta sul mercato del lavoro, migliorare l’incontro tra domanda e offerta e stimolare la ricerca delle più utili attività formative.
Per tutte le azioni indicate il ruolo sussidiario delle imprese, delle associazioni datoriali e sindacali e degli enti bilaterali appare essenziale e senza dubbio più efficace delle funzioni pubbliche che, comunque, dovranno essere potenziate e riqualificate a partire dai centri per l’impiego, in sinergia con le agenzie private per il lavoro, nell’ambito di una più marcata collaborazione tra Stato, Regioni e Province. Sebbene di carattere emergenziale, e circoscritto al 2010, l’accordo sulle nuove linee guida per la formazione assume connotati particolarmente innovativi anche per la modernizzazione del nostro sistema di relazioni industriali e di lavoro. Sono state poste le premesse per un nuovo diritto del lavoro. Un diritto delle risorse umane che renda plausibile l’idea di transitare verso una concezione più sostanzialista delle relazioni di lavoro e dei rapporti di produzione. Come già previsto nel piano di azione Italia 2020, una area di azione specifica sarà dedicata ai giovani nella convinzione – suffragata dai benchmark internazionali – che la difficile transizione dal mondo della istruzione e della formazione a quello del lavoro sia una delle principali criticità su cui intervenire per contrastare i crescenti tassi di disoccupazione, la dispersione scolastica e i bassi tassi di occupazione giovanili. La riduzione dei tempi di transizione generazionale dalla scuola alla vita professionale e il contenimento dei fenomeni di job mismatch richiedono un insieme di interventi integrati e strutturati di politiche attive del lavoro che rendano più fluidi e trasparenti i meccanismi che regolano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro anticipando il contatto tra lo studente e l’impresa lungo tutto il percorso scolastico e formativo e quello universitario. È importante potenziare la rete degli operatori, autorizzati o accreditati, presenti sul mercato del lavoro, contrastare i canali informali che operano al di fuori del sistema, realizzare compiutamente, a livello regionale e nazionale, servizi istituzionali di accesso nella rete alle imprese che domandano e ai lavoratori che offrono lavoro. Ancor più decisivo è che attività di orientamento al lavoro e di collegamento con l’economia del territorio si sviluppino direttamente all’interno degli istituti scolastici e delle università, come previsto dalla Legge Biagi, sfruttando a dovere la posizione privilegiata degli istituti di istruzione e formazione nell’indicare alle aziende i giovani in possesso del curriculum scolastico e universitario più adatto al profilo ricercato. Nello stesso tempo, questa attività può rappresentare per le scuole e le università uno straordinario sensore della qualità e coerenza della loro offerta formativa rispetto alle richieste del tessuto produttivo circostante e degli studenti. Moderne leve di placement possono essere, in questa prospettiva, anche i percorsi educativi in alternanza e in apprendistato che consentono, con esperienza pratica e in un assetto produttivo autentico, il conseguimento di un titolo di studio. Come nel caso dell’apprendistato per l’esercizio del diritto-dovere di istruzione e formazione, che consente l’acquisizione di una qualifica del secondo ciclo. E ancor di più come nel caso dell’apprendistato di alta formazione che è indirizzato sia ai percorsi tecnico-professionali sia alla acquisizione di un titolo universitario e persino di un dottorato di ricerca. Le criticità dell’incerto riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia richiedono una cabina di regia a livello nazionale che consenta, secondo i principi della leale cooperazione, intese largamente condivise e idonee a rendere operativi strumenti che, come appunto l’apprendistato, non hanno ancora trovato un assetto normativo e istituzionale soddisfacente penalizzando giovani e imprese nella ricerca di una reciproca adattabilità e qualificazione. La buona competenza delle lavoratrici e dei lavoratori sostiene i nuovi percorsi della crescita economica e garantisce a ciascuna persona la possibilità di esprimere il proprio potenziale, di essere utile a sé e agli altri.

domenica 12 settembre 2010

Polizza fideiussoria assicurativa e bancaria

SCHEMA DI FIDEIUSSIONE BANCARIA / POLIZZA ASSICURATIVA PER LA RICHIESTA DELL'ANTICIPAZIONE
(Articolo 12, comma 1, lettera a) del decreto 07/07/2010)

Premesso che:
- l'Associazione nazionale dei consumatori come di seguito indicata (di seguito indicata per brevità "contraente"), - Associazione nazionale dei consumatori ……………………………………………………… con sede legale in …………………………………, prov. .…, CAP ….… via e n. civ. …..………………………., cod. fìscale .................................................. P. IVA ................................................ , in qualità di Associazione capofila, ai sensi dell'articolo 4 del decreto Direttore Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del 07/07/2010, del gruppo delle seguenti Associazioni nazionali dei consumatori, per le quali agisce in nome e per conto per la realizzazione dell'iniziativa di seguito specificata: -______________________________________________ -______________________________________________ ha presentato, nella persona del suo rappresentante legale :………………………, in data ………… al Ministero dello Sviluppo Economico domanda per il finanziamento previsto dal Decreto del Direttore Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa
tecnica del 07/07/2010, per la realizzazione di un progetto denominato ………………………..……………………..;

- il Ministero dello Sviluppo Economico con provvedimento del …………. ha concesso in via provvisoria alla contraente, subordinatamente alla realizzazione, a norma del predetto decreto, del progetto di cui sopra, un finanziamento complessivo di € ……………..;
- ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera a) del decreto del Direttore Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del 07/07/2010, la prima quota del finanziamento, pari al 40% del finanziamento concesso, può essere erogata a titolo di anticipazione previa presentazione di polizza assicurativa o fideiussione bancaria incondizionata ed escutibile a prima richiesta, di importo pari almeno alla somma da erogare;
- ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera b) del decreto del Direttore Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del 07/07/2010 la seconda quota del finanziamento, pari all’ulteriore 40% del finanziamento concesso, può essere erogata, a titolo di seconda anticipazione, a seguito della prescritta rendicontazione relativa alle spese sostenute pari ad almeno il 40% del costo totale del progetto e previa conversione automatica a copertura della seconda quota di finanziamento della validità ed efficacia della presente garanzia fideiussoria;
- tutto ciò sopraindicato forma parte del presente atto;
il/la sottoscritta .............................................................(1) (in seguito denominata per brevità "banca" o "società"), con sede legale in ....................................prov. ……….. via e n. civ………
iscritta nel registro delle imprese di ............................ al n ……….. , iscritta all’albo/elenco ……………………………….… (2) a mezzo dei sottoscritti signori: ......................................................................nato a .......................il …………….. ......................................................................nato a ......................il ……………...
nella rispettiva qualità di ........................................................................... dichiara di costituirsi con il presente atto, fideiussore nell'interesse delle Associazioni sopraindicate ed a favore del Ministero dello Sviluppo Economico fino alla concorrenza dell'importo di € …………, corrispondente al 40% del finanziamento concesso oltre alla rivalutazione ed alla maggiorazione specificate al punto seguente.

La sottoscritta banca/società, rappresentata come sopra:

1) Si obbliga irrevocabilmente ed incondizionatamente a rimborsare al Ministero dello Sviluppo Economico, con le procedure di cui al successivo punto 3, l'importo garantito con il presente atto, qualora la contraente non abbia provveduto a restituire l'importo stesso entro quindici giorni dalla data di ricezione dell'apposita richiesta – comunicata per conoscenza alla banca/società medesima - formulata dal Ministero dello Sviluppo Economico a fronte dell'inadempienza riscontrata. L'ammontare del rimborso, che andrà versato presso la tesoreria centrale o provinciale dello Stato, dovrà essere maggiorato delle somme, secondo quanto stabilito dall'articolo 9 comma 4 del Decreto Legislativo del 31 marzo 1998, n. 123.

2) Si impegna ad effettuare il rimborso a prima e semplice richiesta scritta, comunque, non oltre quindici giorni dalla ricezione della richiesta stessa, formulata con l'indicazione dell'inadempienza riscontrata a carico della contraente da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, cui, peraltro, non potrà essere opposta alcuna eccezione, anche nell'eventualità di opposizione proposta dalla contraente o da altri soggetti comunque interessati.

3) Precisa che, in virtù di quanto sopra esposto, la presente garanzia fideiussoria ha efficacia fino alla comunicazione dell'erogazione del saldo finale e comunque almeno fino a dicembre 2012 a decorrere dalla data di richiesta dell'erogazione della prima quota di contributo presentata dalla contraente. La garanzia sarà svincolata dal Ministero dello Sviluppo Economico secondo quanto previsto all'articolo 12, comma 5 del decreto Direttore Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del 07/07/2010. Verrà data contestualmente comunicazione di svincolo ai soggetti interessati.

4) Rinuncia formalmente ed espressamente al beneficio della preventiva escussione di cui all'articolo 1944 c.c, volendo ed intendendo restare obbligata in solido con la contraente e rinunzia sin d'ora ad eccepire la decorrenza del termine di cui all'articolo 1957 c.c; ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile si approvano specificatamente le condizioni relative alla rinuncia a proporre eccezioni, ivi compresa quella di cui all'articolo 1944. Rimane espressamente convenuto che la presente garanzia fideiussoria si intenderà tacitamente accettata qualora, nel termine di trenta giorni dalla data di consegna della stessa, non sia
comunicato alla contraente che la garanzia fideiussoria presentata non è ritenuta valida o siano richieste integrazioni e precisazioni.
Data ....................................
Il Fideiussore L'Associazione contraente


È ampiamente controverso, tra gli studiosi della materia, l'inserimento a pieno titolo della polizza fideiussoria tra i contratti assicurativi propriamente detti.
Va osservata, peraltro, la sostanziale analogia tra la fideiussione prestata da una banca e quella prestata da una compagnia assicurativa (benché, naturalmente, solo nel secondo caso, e più che altro per tradizione, sia invalso l'uso del vocabolo "polizza").
Per la definizione giuridica della polizza fideiussoria possiamo avvalerci delle autorevoli parole del Consiglio di Stato (decisione numero 4831 del 2001):

Come è noto, a differenza del deposito cauzionale, la polizza fideiussoria non realizza la consegna immediata di una somma al creditore garantito, ma solo la prestazione di una garanzia a prima richiesta in ordine all’adempimento di un debito pecuniario.

La polizza fideiussoria è il documento contrattuale rilasciato dall’assicuratore e contenente la sua promessa di pagamento al terzo beneficiario. Tale promessa di pagamento dà luogo ad un rapporto di garanzia che, quantunque venga denominata come fideiussione, svolge la stessa funzione del deposito cauzionale.

In altri termini, resta confermato che -- con la polizza in esame -- non abbiamo una situazione assimilabile a quella della polizza di responsabilità civile, ma semmai a quella tipica del contratto di garanzia (si confronti con: pegno ed ipoteca, ad esempio).
Rileggendo il passo citato, si noti la locuzione "prestazione di una garanzia a prima richiesta": in effetti, questa è la vera natura del rapporto. Ad una prima richiesta (ad nutum, per usare un'efficace, sintetica locuzione del gergo dei pratici) del creditore garantito, l'assicuratore verserà prontamente e senza discussioni la somma pattuita, prendendo giuridicamente il posto del debitore assistito da fideiussione, che -- nella specie -- è pure il contraente della polizza.
Si noti, tuttavia, che, a differenza di quanto avviene di regola con la polizza di responsabilità civile, con la fideiussoria l'assicuratore, dopo aver "onorato" il proprio impegno (ossia, versata la cauzione pattuita al creditore, nel cui vero interesse è stipulato il contratto che stiamo discutendo), tenterà senz'altro di recuperare dal contraente (agendo in rivalsa nei suoi confronti) la somma erogata in esecuzione della polizza fideiussoria.

martedì 31 agosto 2010

Casinò di Campione d’Italia Online

CAMPIONE D'ITALIA - Il Casinò di Campione d’Italia si apre al business online, potenzialità multimiliardaria del gioco d’azzardo. Dal 20 settembre si potrà giocare in Rete, partecipando a tornei di poker e di black jack che, però, non si esauriranno nell’anonima dimensione del web. Queste alcune delle aree su cui si focalizza il nuovo piano strategico della casa da gioco dell'enclave italiana in Svizzera, la seconda in Italia per giro d'affari, con una quota di mercato del 27%. Carlo Pagan, amministratore delegato del Casino' di Campione d'Italia, ha presentato oggi a Milano il nuovo logo e il piano che si concentra sul rafforzamento del core business, sul debutto nei giochi on line e sul contenimento dei costi.
‘’Sbarcare sul web - dice l’amministrazione delegato del Casinò, Carlo Pagan - sarà un’opportunità di business, ma anche un veicolo promozionale del nostro brand’’.
Pagan ha ricordato che il Casinò di Campione, nel 2009, ha fatturato 118 mln euro con una quota di mercato del 27%. Ad oggi il Casinò ha un utile di circa 40 mln euro. Inoltre, considerato l'aumento del costo del personale, ha proseguito l'a.d., "e' stato accordato con i sindacati un piano per la riduzione del personale di circa il 10%".
La società sta compiendo inoltre una rivisitazione della propria immagine. Oggi è stato infatti presentato il nuovo logo del casa da gioco.
La portata innovativa del piano presentato da Carlo Pagan, da poco amministratore delegato della casa da gioco dell’enclave, riguarda l’inedita sinergia in forza della quale le qualificazioni saranno online, le finali nelle eleganti sale del Casinò. Inoltre il piano industriale del Casinò di Campione d’Italia riserva attenzione sia ai nuovi grandi giocatori, come i magnati russi, sia ai mercati dell’Estremo Oriente con il preciso obiettivo di farsi conoscere dai cinesi, a cominciare dalla loro comunità italiana.
"La clientela cinese -sottolinea Pagan- puo' valere il 20-25% degli ingressi. Se ci allineassimo a questi livelli, l'operazione sarebbe un successo". Per questo la casa da gioco, fra le altre cose, sta attuando "un progetto promozionale nella zona di via Sarpi a Milano, coinvolgendo tutti i punti vendita cinesi", continua Pagan.

mercoledì 18 agosto 2010

Assicurazioni on line Moto Economiche

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Ulteriori importanti tutele nei confronti della persona – il proprietario della moto o chi la conduce al momento dell’incidente – è costituita dalla garanzia ‘tutela legale’.
espandi/contrai Tutela legale
Acquistando questa garanzia, si acquisisce il diritto al rimborso delle spese legali sostenute per controversie giudiziarie sorte nella gestione di incidenti stradali.

Per consultare le Condizioni generali di Assicurazione e la Nota informativa consulta la Modulistica.

Calcola online il tuo preventivo moto e confrontalo con il premio della tua attuale assicurazione. Puoi effettuare il pagamento della tua polizza moto con bonifico bancario o con carta di credito.

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Assicurazione GENIALLOYD

Assicurazione Moto
Fai un preventivo moto
Genialloyd ti offre due soluzioni diverse per assicurare la tua moto: Moto Sempre e Moto Free. E in più una serie di garanzie che puoi scegliere e combinare in base alle tue esigenze.

Moto Sempre
Polizza moto annuale
La sicurezza di una copertura assicurativa attiva tutto l’anno, per i motociclisti che sfruttano al massimo la comodità della moto per ogni spostamento quotidiano.

Moto Free
E’ la nuova proposta Genialloyd pensata in particolar modo per tutti coloro che ne fanno un uso stagionale: permette di sospendere il contratto ogni qual volta lo si desideri (fino a un massimo di 12 mesi) senza alcuna spesa di riattivazione. Per usufruire pienamente dei vantaggi offerti dalla sospensione, ovvero prorogare la scadenza della polizza recuperando così i giorni di non utilizzo del motociclo, è necessario che i periodi di sospensione non siano inferiori ai 30gg.
Inoltre, acquistando la garanzia Furto e Incendio, il veicolo sarà coperto anche durante il periodo di sospensione se custodito in luogo chiuso.

Che guidatore sei?
Genialloyd propone tre offerte pensate per le diverse esperienze di guida ed esigenze.

Guidatore abituale*
Guidatore abitualeIl veicolo è guidato esclusivamente dal suo proprietario e da un guidatore aggiuntivo da lui designato.
Guida esperta*
Guida espertaIl veicolo è guidato per l’intero anno assicurativo da più persone con età maggiore di 30 anni,
Guida libera
Guida liberaIl veicolo è guidato da più persone senza alcun limite di età.

* Per le formule Guidatore Abituale e Guida Esperta, è prevista una rivalsa fino ad un massimo di euro 2.500,00, qualora Genialloyd dovesse pagare un sinistro causato da un guidatore diverso da quelli autorizzati dalle specifiche formule.

Promozioni polizza moto

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Dopo l'acquisto della prima polizza tu e i tuoi famigliari potrete beneficiare di uno sconto del 5% sui prodotti Auto, Moto, Veicoli Commerciali e Camper e del 10% sui prodotti Io e la mia casa e Infortuni.
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Le garanzie offerte nella polizza moto
Genialloyd mette a tua disposizione diverse garanzie, dalla Tutela dei terzi alla Tutela del Veicolo, della Persona e Altro. Scopri il contenuto delle garanzie offerte!

Se desideri ulteriori informazioni consulta la gerarchia delle garanzie offerte e leggi o scarica le Condizioni Contrattuali e la Nota Informativa.

Genialloyd utilizza per le garanzie Responsabilità Civile veicoli a motore, Incendio e Furto, Kasko collisione con veicolo identificato una tariffa che tiene conto anche del fattore sesso per la determinazione del premio.
Comunicazione effettuata ai sensi del regolamento Isvap n. 30 del 12 maggio 2009.

Assicurazione DIALOGO

Polizze
Fare il preventivo

Con soli 5 click puoi ottenere il tuo preventivo personalizzato gratuito, a prezzo bloccato fino alla data di decorrenza indicata per la nuova polizza.

Le informazioni necessarie per fare un preventivo online:

* la data di inizio validità della polizza
* la tua storia assicurativa che si trova (se il veicolo è già assicurato) sull'attestato di rischio rilasciato dalla tua attuale compagnia
* la classe di merito maturata per il nuovo anno chiamata "classe di assegnazione CU"
* il numero di sinistri indicati nell'attestato di rischio rilasciato dalla tua attuale compagnia
* chi guida il veicolo
* dati del contraente della polizza e del proprietario del veicolo (sesso, data di nascita, anni di possesso della patente, professione, cittadinanza e CAP di residenza)
* la marca, il modello e l'allestimento del veicolo da assicurare
* il mese e l'anno di prima immatricolazione
* la cilindrata (solo per motocicli e ciclomotori)
* i chilometri percorsi in un anno

Una volta compilati tutti i campi necessari ti proponiamo una pagina di riepilogo che ti consente di controllare tutti i dati inseriti ed eventualmente di correggerli attraverso l'uso del tasto "modifica".
Inserisci il tuo indirizzo email ed il consenso al trattamento dei dati personali ai fini della legge sulla privacy n. 675/96. Arrivato alla pagina del preventivo, puoi personalizzare le tue coperture assicurative scegliendo tra le varie garanzie offerte, selezionando ciò che più risponde alle tue esigenze.

Così facendo puoi in modo semplice e trasparente scegliere la tua soluzione assicurativa avendo a disposizione due soluzioni di pagamento per l'acquisto: quella in un'unica rata o in due comode rate semestrali.

Se non vuoi procedere subito al completamento del preventivo o all'acquisto della polizza ma desideri conservare il preventivo calcolato puoi inviarlo al tuo indirzzo email con un semplice click.
Riceverai un'e-mail con i dati di accesso alla tua area personale, ovvero Username e password.
Entrando nella tua Area Personale avrai a disposizione il tuo preventivo per modificarlo, consultarlo e completarlo.

Al termine del completamento il preventivo verrà numerato, diventerà impegnativo per Dialogo Assicurazioni e sarà pronto per l'acquisto.

Assicurazione DIRECTLINE

Assicurazione Moto:
tutte le informazioni utili

Se sei un motociclista e cerchi l'assicurazione per circolare in tutta tranquillità con la tua "due ruote", in questa sezione troverai tutte le informazioni sulla polizza Moto Direct Line.

• Il motoveicolo che intendi assicurare ha una cilindrata superiore ai 1.500 cc? Ha una targa estera? Per alcuni tipi di motoveicoli o in presenza di alcune circostanze di immatricolazione o di proprietà (è il caso, per esempio, del leasing), non sarà possibile calcolare il tuo preventivo direttamente online. Basterà allora utilizzare il telefono per chiamare i nostri consulenti. Verifica subito la lista completa dei casi particolari .
• Calcolato il preventivo, puoi scegliere la modalità di pagamento per te più comoda e procedere all'acquisto della polizza direttamente online. E in attesa dei documenti di polizza, che ti spediremo entro 5 giorni lavorativi all'indirizzo da te indicato, potrai circolare liberamente esponendo la "copertura urgente". Non dimenticare di stamparla!
• In questa sezione puoi valutare quali sono le garanzie assicurative previste dai contratti Direct Line e come funzionano nel dettaglio.
• Convenienza dei prezzi, rapida gestione dei sinistri, sconti fedeltà... Sono tanti i buoni motivi per scegliere una nostra polizza. Scopri tutti i vantaggi e gli sconti di una polizza Moto Direct Line!
• Se non usi la tua moto per un certo periodo, puoi sospendere la polizza e riattivarla in seguito.
• Prima di diventare nostro cliente, devi disdire la tua polizza attuale? Il termine legale ora è di soli 15 giorni e in molti casi la disdetta non è più necessaria. Scopri tutte le informazioni utili per disdire una polizza assicurativa.

La polizza Moto: sconti e vantaggi
Oltre alle sue caratteristiche di convenienza e personalizzazione, la polizza Moto Direct Line ti assicura anche una serie di vantaggi e sconti specifici dedicati proprio agli amanti delle "due ruote".
• Acquistando online con carta di credito almeno 4 giorni prima della scadenza della polizza, hai diritto a due mesi di assicurazione gratuita. Paghi 10 mesi e sei assicurato per 12!
• Se per qualsiasi motivo, ti trovi a non utilizzare la moto per qualche tempo, puoi decidere di sospendere temporaneamente la tua polizza Moto anche fino a due volte nella stessa annualità. Se la sospensione è superiore a 61 giorni, la scadenza del contratto verrà prorogata per un tempo pari all'avvenuta sospensione. Potrai riattivare la polizza Moto in qualsiasi momento al costo di €10.

Scopri come fare per sospendere e riattivare la tua polizza Moto.
• Se all'interno del tuo nucleo familiare assicuri sia un'auto che una moto, hai diritto ad una riduzione fino al 18% a seconda dei differenti parametri.
• Hai già una moto assicurata con Direct Line? Hai diritto ad un ribasso del 10% sulla polizza Casa e Famiglia.

domenica 15 agosto 2010

Poker Room Online Virgin Poker recensione

VirginPoker.it è il prodotto di punta di Virgin Games, società appartenente interamente al gruppo Virgin che dopo aver riscosso in oltre 5 anni di attività un enorme successo, divenendo oggi leader all’interno del settore di giochi di abilità online nel Regno Unito, sbarca in Italia.

Virgin Poker è nata nel 2004 e si è rapidamente affermata come una delle migliori poker room online. Nel settembre 2009, Virgin Poker ha lanciato la poker room in Italia in collaborazione con Cogetech - Concessione AAMS n. 4.011 diritto 5.002 sul network Playtech iPoker.

Caratteristica del nuovo sito Internet è offrire premi speciali possibili grazie alla sinergia con le altre società del gruppo di Richard Branson: viaggi intorno al mondo, biglietti per i concerti promossi da Virgin Radio o iscrizioni annuali ai club Virgin Active.

Per i giocatori più o meno esperti il divertimento è garantito. Virgin Poker offre innumerevoli tornei programmati e Sit’n’Go di Texas Hold'em e di Omaha, offre inoltre i 21SPECIAL con montepremi fino a 10,000€, il Gran Sabato con un montepremi di 30.000€ ed il Gran Domenica delle 18:00 con un montepremi di 75.000€. I giocatori potranno competere per aggiudicarsi posti per il WSOP, l’Irish Poker Open ed altri eventi live.
Software

Il software di gioco è intuitivo, veloce, personalizzabile ma soprattutto all'insegna della semplicità. Virgin Poker si avvale della collaborazione con uno dei migliori software in circolazione: Playtech. Questo è sinonimo di garanzia, giocabilità e sicurezza. Azione, divertimento e tornei appassionanti sono garantiti con Virgin Poker.

Virgin Poker mette al centro di ogni attenzione il giocatore. Ciò significa Freerolls, tornei con montepremi garantiti e promozioni esclusive ogni mese.
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Come ricevere il bonus di benvenuto

È semplicissimo!

1. Scarica e installa Virgin Poker
2. Crea un conto di gioco.
3. Effettua il tuo primo deposito e lo raddoppieremo fino a 200€. Dunque se il primo versamento che farai nella poker room sarà di 50€, noi ne aggiungeremo altri 50 nel tuo conto bonus. Il bonus sarà accreditato automaticamente in un battibaleno!
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I V*POINTS sono una caratteristica unica nel panorama delle poker rooms italiane. I giocatori ricevono bonus-cash di gioco fino ad un massimo di 1.000€ mensili ed inviti ad esclusivi Freerolls privati. I migliori giocatori ricevono ulteriori bonus di gioco dalla V*Race mensile, la “corsa” di Virgin Poker che premia i migliori 25 giocatori della poker room.
Tornei con garantito e satelliti

Depositi & Prelievi

Per depositare o richiedere un prelievo con Virgin Poker, effettua il login ed accedi alla sezione “conto” nel software. I depositi di denaro reale nel tuo conto sono accettati con i diversi modi mostrati qui sotto. Il deposito minimo per tutte le opzioni è di €10.

Carte di credito

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Virgin Poker accetta versamenti con Visa e Mastercard anche se alcune banche potrebbero imporre restrizioni per transazioni presso poker rooms online.

Con la collaborazione della Banca Nazionale del Lavoro i clienti di VirginPoker™ possono effettuare i loro versamenti sul proprio Conto Gioco con le presenti Carte di Credito.

Le transazioni appariranno nell’estratto conto come “Mistertoto.it…”

Per una politica adottata da CartaSI, per le Carte emesse da CartaSI (sia MasterCard che Visa) è necessario abilitare rispettivamente il servizio SecureCode (Mastercard) o VerifiedByVisa (visa) altrimenti il versamento non va a buon fine.

Moneybookers
Moneybookers è il nostro nuovo metodo di pagamento che permette ai giocatori di acquistare crediti in tempo reale. Questo sistema garantisce un metodo sicuro ed efficace. Tutto quello di cui hai bisogno per aprire un conto con Moneybookers, è un indirizzo e-mail valido!
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La registrazione di un conto Moneybookers è gratuita.
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Moneyboookers è uno dei metodi di pagamento più veloce nella rete internet.
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La vostra carta di credito sarà completamente al sicuro in ogni transazione efettuata al Virgin Poker.
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È finalmente possibile pagare in contanti su Internet!
Paysafecard è veloce, semplice e sicuro. Non c’è bisogno né di una carta di credito né di un conto bancario. Non ha importanza se si desidera giocare o fare acquisti su Internet, ciò che conta è che con paysafecard si sceglie la soluzione più sicura e semplice: si tratta infatti di una carta prepagata che consente di eseguire pagamenti su Internet.

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2. Pagamento in tempo reale:
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Puoi effettuare pagamenti online, senza fornire dati personali né coordinate bancarie.
4. Nessuna spesa nascosta: paysafecard non ha addebiti per i primi 12 mesi dalla data di emissione.

Bonifico Bancario
Con Virgin Poker puoi effettuare i versamenti sul tuo Conto Gioco attraverso un Bonifico Bancario. L’importo sarà accreditato direttamente sul tuo Conto non appena ottenuto riscontro dell’operazione eseguita.

Prelievi

Per prelevare le vincite, fai clic sul pulsante “Conto” nella lobby di gioco e clicca su prelievo.
Ti verrà chiesto di inserire l’importo che desideri prelevare. Inseriscilo e fai clic su “Invia”.
Di seguito trovi le opzioni per i prelievi:
# Bonifico bancario
# Carta PostePay

Ti ricordiamo che dovrai inviare il contratto di gioco firmato ed una copia di un documento d’identità prima di richiedere prelievi dal tuo conto di gioco.

Freerolls Giornalieri

Sicuramente un pranzo gratuito non te lo offre nessuno, però noi qui a Virgin Poker ti offriamo denaro gratis ogni giorno, entra gratuitamente e vinci denaro vero, un bel modo per iniziare a giocare!
Quando Montepremi Tornei
Tutti i giorni alle 10:00, 18:30, 20:45, 23:45 50€ Freeroll 50€
Ogni martedì e giovedì alle 20.00 25€ Virgin Freeroll 25€
Dal Lunedi al Sabato alle 21.00 100€* GRANDOMENICA *30 Freeroll
Sabato alle 21.00 3000€** €3000 Gdomenica Mega Freeroll***
Ogni giorno alle 16:30 15 posti per il GRAND’OMAHA Turbo Sat. delle 23:20 GRAND’OMAHA *15 posti

*10 posti garantiti per il Sunday’s GRANDOMENICA Turbo *30 Posti alle 15.30
**30 Posti Garantiti per il Sunday’s GRANDOMENICA €50,000 Garantiti alle 18.00
***I Giocatori devono collezionare 40 V*points in tre giorni diversi durante la settimana previa per qualificarsi, oppure collezionare 150 V*points dopo aver giocato per 3 giorni.

mercoledì 4 agosto 2010

888 l’Italia è un mercato importante

Gigi Levy ha detto che il lancio del casinò in Italia il prossimo anno sarà "molto materiale" per la 888, dopo un accordo di fornitura con il provider Microgame per completare la sua offerta attuale con Endemol e Bwin.
Levy ha detto in una conference call per gli analisti di questa mattina: "Lavoriamo su questo mercato già da qualche tempo. Comprende una JV grande con Endemol, che riteniamo sarà molto operativa, comprende due contratti B2B, uno con Bwin, un altro con Microgame. Insieme, queste hanno circa il 50%, del mercato del poker, e abbiamo un paio di offerte in preparazione. "Le condizioni del mercato in Francia non sono interessanti, non può essere un punto di riferimento per noi”. "Ha spiegato: "Quando guardate la Francia, che probabilmente è una combinazione molto male per noi. E 'solo sport e poker. Nello sport, la nostra offerta non è realmente rilevante in questo momento. Con il poker, non siamo ancora entrati nel mercato, vogliamo vedere come funziona. Le tasse sono alte, così l'ecosistema è sotto pressione, non ci sono casinò, niente bingo, non abbiamo trovato partner importanti locali, siamo felici di lavorare con e per condividere e rischi al rialzo con altri."

Nella conference call, Levy ha aggiunto che la 888 è stata sotto "costante revisione" la sua posizione negli Stati Uniti e ha ammesso che era stato in trattative con il Dipartimento di Giustizia.

Il posizionamento strategico del suo gruppo nel paese, dove Bill federale Barney Frank di disciplinare eGaming passati dalla commissione la scorsa settimana, Levy ha detto 888 è stato "incoraggiato dal recente sviluppo positivo negli Stati Uniti" e che ha continuato a parlare con i potenziali partner B2B.

lunedì 26 luglio 2010

Assicurazioni temporanea moto e scooter

Esistono delle assicurazioni su base trimestrale o semestrale ma sarà meglio avere le idee chiare in proposito, poichè non sempre rappresentano delle opzioni convincenti. A conti fatti, sembra quasi più conveniente stipulare una polizza annuale e poi richiederne la sospensione. Se si confrontano i prezzi delle trimestrali, infatti, si può notare come nella maggior parte dei casi il costo unitario sia molto più elevato di quello su base annuale: il che significa dare soltanto un’illusione di risparmio.
Non tutti i motociclisti usano la propria moto durante tutto l’anno, ad esempio molti la lasciano ferma nel periodo invernale oppure la usano solamente nei weekend.
Sottoscrivere una polizza annuale e poi richiederne la sospensione, in effetti, resta una prassi piuttosto comune che soddisfa comunque l’assicurato. La procedura non è particolarmente complessa e può essere gestita a mezzo fax o posta, il premio scende considerevolmente e il mezzo è comunque tutelato durante il periodo di stop.
L’assicurazione temporanea per la moto è una tipologia particolare di polizza, richiedibile ormai a quasi tutte le compagnie assicurative, e consiste nel sottoscrivere un contratto di assicurazione per la propria moto che prevede la possibilità di proteggere eventuali danni generati dal motociclo per un periodo definito nel contratto stesso.
Particolare attenzione si deve prestare, quando si stipulano assicurazioni temporanee, alle clausole presenti nel contratto riguardanti gli incidenti al di fuori della copertura assicurativa, che rimane comunque valida nel caso in cui il veicolo fosse parcheggiato col motore spento, o fosse stato usato per motivi urgenti, o fosse guidato da una persona preposta alla sua riparazione, o fosse stato rubato.
Infine, per quanto riguarda le polizze temporanee, bisogna precisare anche che hanno lo svantaggio di scalare ad una classe peggiorativa l’anno seguente, poiché non viene maturato in tempo un attestato di rischio su base annuale.

domenica 25 luglio 2010

Scommesse Sportive e Poker Online

La raccolta a distanza delle scommesse sportive nel mese di giugno ha registrato un incremento del 62,22%, rispetto a un anno prima, grazie all'effetto mondiali, secondo l'agenzia Agipronews.
Nei primi sei mesi l'incremento è del 12,83%. La giocata media è risultata poco inferiore ai 14,50 euro.
I Mondiali di calcio hanno scatenato la febbre da scommesse in Italia. A giugno la raccolta ha letteralmente fatto boom, con i premi legati alle scommesse sportive saliti del 76,2% rispetto allo stesso mese di un anno fa.
Inoltre, dai dati risulta che il numero di biglietti emessi dal totalizzatore nazionale è stato pari a 24.235.403 e che si impenna il valore della giocata media, risultata poco inferiore ai 14,50 euro. Nel mese di giugno le scommesse sistemistiche hanno avuto una incidenza sul gioco vicina al 2,5%. La media degli importi dei biglietti vincenti è stata di 131 euro circa.
Gli avvenimenti proposti sono stati 4.142. Su 3.234 avvenimenti risulta accettato il gioco. L'incremento di offerta di avvenimenti è stato di quasi il 53% rispetto a giugno 2009. Nelle prime dieci posizioni per volumi di raccolta compaiono partite dei mondiali sudafricani. Quanto al calcio che non riguarda i Mondiali, la top ten vede in prima posizione la finale di andata dei play-off di serie B.
Le scommesse live offerte nel mese di giugno 2010 sono relative a 166 avvenimenti. 58 avvenimenti in più rispetto al giugno 2009. Il movimento netto registrato per le scommesse live è stato pari a 51.456.930,70 (record mensile strabattuto, con il precedente pari a 33.935.301,59 euro a gennaio 2010); l'incremento rispetto al mese di giugno 2009 è pari al 229%. La percentuale di venduto nella rete fisica è stata pari al 71,15%. Nel mese di giugno sono stati movimentati 410.246 contratti di gioco per un totale di 7.642.374 biglietti.
Nel primo semestre del 2010 il poker online ha raccolto oltre 1,6 miliardi di euro contro il miliardo e spiccioli incassato nello stesso periodo del 2009. Se il trend dovesse mantenersi su questi livelli, a fine anno potrebbe superare di un miliardo (3,3 contro 2,3) il tetto dell’anno passato. Nel primo semestre (dati forniti da Agicos) Microgame resta leader del mercato con una quota del 29,7%. Nelle posizioni di immediato rincalzo figurano Pokerstars (18,6%), Gioco Digitale/Bwin (16,2%), Lottomatica (11,0%), Snai (6,5%) e Sisal (4,9%).

mercoledì 21 luglio 2010

Federazione Italiana Gioco Poker

La Federazione Italiana Gioco Poker, detta anche F.I.G.P., fondata a Udine il 5 luglio 2006, ha come l’obiettivo di promuovere e diffondere la il poker sportivo, tramite l’aggregazione di società ed associazioni le quali praticano in Italia questo sport senza fini di lucro nelle sue diverse specialità e nel rispetto delle leggi italiane.
« La Federazione Italiana Gioco Poker (F.I.G.P.) è costituita da tutte quelle società ed associazioni ad essa affiliati che, senza fini di lucro e indipendentemente da ogni influenza di razza, religione e politica, praticano in Italia lo sport del Poker nelle sue diverse specialità e modalità nel rispetto delle leggi italiane quindi con ASSOLUTO DIVIETO di praticare il gioco d’azzardo. [...] »

(art.1 dello Statuto della Federazione)

La sede legale della Federazione è presso Udine, l'Ufficio della Presidenza e la sede Amministrativa sono invece a Bologna, mentre gli Uffici Commerciali a Roma.

La Federazione presenta quattro commissioni: Regolamenti, Eventi, Tesseramenti, Campionati Italiani.

Gli organi territoriali della Federazione sono costituiti Comitati Regionali, vera struttura portante di tutto il movimento federale che godono di autonomia tecnico-amministrativa per la gestione del livello di competenza.

La F.I.G.P inoltre istituisce scuole di dealer (mazzieri-impiegati) e per direttori di gara per la gestione dei suoi tavoli.

Il presidente è il dott. Isidoro Alampi.

A due anni dalla sua fondazione, la FIGP rappresenta circa 400 Associazioni Affiliate e oltre 30.000 tesserati che costituiscono in assoluto la quasi totalità del movimento pokeristico italiano e uno dei più grandi movimenti in ambito pokeristico a livello europeo.

La FIGP ha la sua sede Legale, l'Ufficio di Presidenza e la sede Amministrativa in Bologna, Uffici Commerciali in Roma.

Cinque commissioni tecniche (Regolamenti e corsi, Eventi, Tesseramenti, Campionati Italiani, Carte Federali) sovraintendono a settori specifici federali.

Scuola Federale che organizza corsi su vari livello di apprendimento relativi alle specialità del poker e corsi tecnici per Dealer e Direttori di Gara.

Gli organi territoriali della Federazione sono costituiti Comitati Regionali, vera struttura portante di tutto il movimento federale che godono di autonomia tecnico-amministrativa per la gestione del livello di competenza.

Portale web con oltre 2500 accessi giornalieri, ricco di informazioni sulle attività federali e con database giocatori che fornisce in tempo reale le classifiche nazionali di categoria e dei campionati in corso.

venerdì 16 luglio 2010

Preventivo assicurazione Moto e Scooter Direct Line

Preventivo assicurazione Moto e Scooter Direct Line

OFFERTA ATTUALE

Assicurazione Moto: tutte le informazioni utili
Se sei un motociclista e cerchi l'assicurazione per circolare in tutta tranquillità con la tua "due ruote", in questa sezione troverai tutte le informazioni sulla polizza Moto Direct Line.
• Il motoveicolo che intendi assicurare ha una cilindrata superiore ai 1.500 cc? Ha una targa estera? Per alcuni tipi di motoveicoli o in presenza di alcune circostanze di immatricolazione o di proprietà (è il caso, per esempio, del leasing), non sarà possibile calcolare il tuo preventivo direttamente online. Basterà allora utilizzare il telefono per chiamare i nostri consulenti. Verifica subito la lista completa dei casi particolari .
• Calcolato il preventivo, puoi scegliere la modalità di pagamento per te più comoda e procedere all'acquisto della polizza direttamente online. E in attesa dei documenti di polizza, che ti spediremo entro 5 giorni lavorativi all'indirizzo da te indicato, potrai circolare liberamente esponendo la "copertura urgente". Non dimenticare di stamparla!
• In questa sezione puoi valutare quali sono le garanzie assicurative previste dai contratti Direct Line e come funzionano nel dettaglio.
• Convenienza dei prezzi, rapida gestione dei sinistri, sconti fedeltà... Sono tanti i buoni motivi per scegliere una nostra polizza. Scopri tutti i vantaggi e gli sconti di una polizza Moto Direct Line!
• Se non usi la tua moto per un certo periodo, puoi sospendere la polizza e riattivarla in seguito.
• Prima di diventare nostro cliente, devi disdire la tua polizza attuale? Il termine legale ora è di soli 15 giorni e in molti casi la disdetta non è più necessaria. Scopri tutte le informazioni utili per disdire una polizza assicurativa.
• Se invece stai cercando informazioni su come rinnovarla, ecco la procedura di rinnovo della polizza Moto.

Qualità e convenienza per la polizza Moto
Se cerchi il massimo della serenità per circolare tranquillo a bordo della tua "due ruote", la nostra polizza assicurazione Moto è quello che fa per te: un prodotto completo e altamente competitivo.
È una polizza che garantisce efficienza e rapidità nel rimborso sinistri, per merito di un Servizio Sinistri certificato ISO 9001.
Come tutte le nostre polizze, anche la polizza Moto Direct Line è regolata da procedure semplici e snelle ed è fortemente personalizzabile sulla base delle tue esigenze.
Potrai scegliere, per esempio, di autorizzare alla guida tutti coloro che, come il conducente abituale, hanno già compiuto i 25 anni. Oppure potrai indicare in polizza 1 o 2 nominativi di conducenti che hanno meno di 26 anni. Se vuoi essere libero di estendere l'assicurazione a tutti i guidatori senza limiti di età basterà indicarlo nel preventivo.
Con l'acquisto di un'assicurazione per moto, scooter o motociclo inoltre, potrai contare per ogni esigenza e necessità sulla professionalità e l'esperienza dei nostri consulenti.
I nostri clienti - solo in Italia superano il mezzo milione - conoscono bene la qualità e la convenienza di una polizza Direct Line. E tu, sei sicuro di conoscere tutti i vantaggi di una polizza Moto?

La polizza Moto: sconti e vantaggi
Oltre alle sue caratteristiche di convenienza e personalizzazione, la polizza Moto Direct Line ti assicura anche una serie di vantaggi e sconti specifici dedicati proprio agli amanti delle "due ruote".
• Acquistando online con carta di credito almeno 4 giorni prima della scadenza della polizza, hai diritto a due mesi di assicurazione gratuita. Paghi 10 mesi e sei assicurato per 12!
• Se per qualsiasi motivo, ti trovi a non utilizzare la moto per qualche tempo, puoi decidere di sospendere temporaneamente la tua polizza Moto anche fino a due volte nella stessa annualità. Se la sospensione è superiore a 61 giorni, la scadenza del contratto verrà prorogata per un tempo pari all'avvenuta sospensione. Potrai riattivare la polizza Moto in qualsiasi momento al costo di €10.
Scopri come fare per sospendere e riattivare la tua polizza Moto.
• Se all'interno del tuo nucleo familiare assicuri sia un'auto che una moto, hai diritto ad una riduzione fino al 18% a seconda dei differenti parametri.
• Hai già una moto assicurata con Direct Line? Hai diritto ad un ribasso del 10% sulla polizza Casa e Famiglia.

Clausola di ripensamento: ecco come applicarla
Qualunque sia la polizza Direct Line che hai acquistato (Moto, ma anche Auto o Casa e Famiglia), grazie alla clausola di ripensamento hai sempre 14 giorni per ripensarci.
Se decidi di annullare la tua polizza Moto e ce lo comunichi entro questo termine, ti rimborseremo l'importo versato al netto delle tasse.
La clausola di ripensamento è applicabile solo nel caso non si siano verificati sinistri.
Per far valere la clausola di ripensamento sarà sufficiente inviare entro 14 giorni dalla data di decorrenza del contratto, una raccomandata con ricevuta di ritorno a Direct Line S.p.A., Piazza Monte Titano, 10 - 20132 Milano, allegando i seguenti documenti:

* la richiesta scritta di annullamento del contratto per applicazione della clausola di ripensamento. Ecco il modulo apposito in formato Adobe Acrobat. Scaricalo o se preferisci ricopiane il contenuto
* la dichiarazione di non avere avuto sinistri nel periodo di validità del contratto
* scheda di polizza
* gli originali di contrassegno, certificato di assicurazione e carta verde
* ricordati di comunicarci i dati necessari per effettuare il rimborso: codice IBAN e intestatario del conto.
Vuoi maggiori informazioni? Consulta la Nota Informativa ISVAP nelle condizioni contrattuali Moto.

Soddisfatti o Rimborsati: 30 giorni per ripensarci

Da che siamo entrati nel mercato italiano, nel 2002, abbiamo sostenuto ogni cambiamento normativo che andasse nel segno di una maggiore libertà di scelta dei consumatori. Ma le nostre non sono mai solo parole: attualmente siamo l'unica compagnia di assicurazioni in Italia che offre ai propri clienti la formula Soddisfatti o Rimborsati.
Dal momento dell'acquisto, se è la tua prima polizza Direct Line e non si sono verificati sinistri, puoi recedere liberamente entro 30 giorni dalla data di decorrenza. Ti rimborseremo l'importo versato al netto delle imposte e del contributo versato al Servizio Sanitario Nazionale.
Per avvalerti della formula Soddisfatti o Rimborsati ti basterà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno a Direct Line Insurance S.p.A., Piazza Monte Titano, 10 - 20132 Milano e allegare i seguenti documenti:

* la richiesta scritta di annullamento del contratto per applicazione della clausola Soddisfatti o Rimborsati. Scarica il modulo apposito in formato Adobe Acrobat (o se preferisci ricopiane il contenuto)
* la dichiarazione di non aver avuto sinistri nel periodo di vigenza del contratto
* la scheda di polizza
* gli originali di contrassegno, certificato di assicurazione e carta verde
* ricordati di comunicarci i dati necessari per effettuare il rimborso: codice IBAN e intestatario del conto.

Polizza Moto e Scooter Direct Line

Polizza Moto e Scooter Direct Line

OFFERTA ATTUALE

Nella fase di calcolo del tuo preventivo, il sistema combina svariati parametri per costruire la tariffa sulla base delle tue reali esigenze e delle garanzie da te scelte. L'offerta finale è una tariffa personalizzata che rispecchia quindi il più possibile il tuo profilo di rischio.
Ecco quali sono le garanzie di una polizza Moto Direct Line:

La garanzia responsabilità civile Moto
La garanzia responsabilità civile per ciclomotori e motocicli è obbligatoria e copre i danni involontariamente causati agli altri (terzi) durante la circolazione a bordo del motoveicolo assicurato.
La responsabilità civile non "protegge" necessariamente solo il proprietario del mezzo, ma chiunque, salvo diversamente scritto nel contratto assicurativo, sia alla guida dello stesso. La responsabilità civile di per sé non copre invece il guidatore che ha provocato l'incidente anche nel caso dovesse subire lui stesso dei danni fisici. Pertanto, se desideri una polizza che tuteli anche il conducente della moto, occorre aggiungere alla polizza la garanzia "Infortuni del conducente".
Ricorda di consultare le condizioni contrattuali per conoscere in dettaglio le caratteristiche della garanzia furto e incendio.

La garanzia Furto e Incendio nella polizza Moto
La garanzia Furto e Incendio copre i danni materiali e diretti subiti dal motoveicolo assicurato a seguito di furto (consumato o tentato) e rapina.
La garanzia copre quindi i danni causati al motoveicolo nell'esecuzione o in conseguenza del furto o rapina del motoveicolo stesso, mentre ne sono esclusi quelli ai pneumatici e quelli derivati dal furto di singole parti, accessori di serie, optional e/o parti di ricambio.
La garanzia copre anche i danni al motoveicolo causati da incendio non doloso, azione del fulmine, scoppio o esplosione dell'impianto di alimentazione.
Ricorda che in caso di furto del motoveicolo, il contratto si intende risolto dal giorno successivo alla data della denuncia alle autorità competenti. Dopo questa scadenza, i danni causati a terzi dalla circolazione del motoveicolo rubato saranno a carico del Fondo di garanzia per le vittime della strada.
Per approfondimenti su estensioni, esclusioni o limitazioni della garanzia furto e incendio consulta e scarica le condizioni contrattuali.

Altre garanzie della polizza Moto
Infortuni del Conducente
La garanzia Infortuni del Conducente copre gli infortuni che determinino la morte o un'invalidità permanente, avvenuti a seguito della circolazione del motoveicolo assicurato.
In particolare, la garanzia copre anche gli infortuni:
• avvenuti in caso di fermata durante le operazioni necessarie a consentire al motoveicolo di riprendere la marcia
• derivanti da imperizia o negligenza
• subiti in stato di malore, vertigini o incoscienza.
Tutela Giudiziaria
Questa copertura garantisce la Protezione Legale al proprietario, al locatario (per i contratti di leasing), al conducente motorizzato, ai trasportati del veicolo indicato in polizza, in situazioni legate alla circolazione del motoveicolo assicurato e nei casi stabiliti dalle condizioni contrattuali.
La garanzia viene prestata fino al massimale indicato nella Scheda di Polizza.
Per una completa e dettagliata valutazione dei suoi limiti ed esclusioni, ti invitiamo a consultare le condizioni contrattuali Moto.
Assistenza
La garanzia Assistenza offre due tipologie di tutela:
• L'Assistenza tecnica moto: comprende tre interventi annui di assistenza stradale (riparazione sul posto oppure traino), le eventuali spese di rientro o albergo, i costi per il recupero del motoveicolo o per la ricerca e l'invio di pezzi all'estero.
• L'Assistenza sanitaria persona: comprende l'assistenza sanitaria intesa come consulto o invio di un medico, l'invio di un ambulanza per il trasferimento in ospedale, l'organizzazione del rientro sanitario.
Per una valutazione completa e dettagliata, ti invitiamo a consultare le condizioni contrattuali Moto.

La disdetta: libertà e risparmio
Il motoveicolo che intendi assicurare con Direct Line è attualmente coperto da un'altra assicurazione? In alcuni casi, come sai, è necessario dare disdetta. Ma non sempre.
La possibilità di "disdettare" più rapidamente facilita il cambio di compagnia di assicurazione. Più libertà del consumatore significa più concorrenza e più vantaggio economico. Molto semplicemente, la maggiore libertà si traduce in una maggiore possibilità di risparmio.
Il Nuovo Codice delle assicurazioni private, in vigore dal 1° gennaio 2006, ha rinnovato le modalità della disdetta. Il termine legale è stato dimezzato: da 30 a 15 giorni. La lettera di disdetta, quella che tradizionalmente era da inviare almeno un mese prima della scadenza, in molti casi non è nemmeno necessaria.
Quindi ricorda che:
• la disdetta non serve se nel contratto non è previsto il tacito rinnovo. È il caso di tutte le compagnie di assicurazione telefoniche e online, ma anche di alcune compagnie tradizionali - verifica sul tuo contratto;
• la disdetta non serve se hai ricevuto un aumento del premio superiore al tasso di inflazione programmato e non sono cambiate le condizioni (esempio nessun sinistro, nessun cambio di auto...)
• negli altri casi la disdetta deve essere inviata 15 giorni prima della scadenza.
Scarica qui la tua lettera di disdetta in formato Adobe Acrobat (o se preferisci ricopiane il contenuto).

Il rinnovo della tua polizza Moto
Una delle caratteristiche distintive di Direct Line è la comodità di procedure rapide e snelle, in gran parte gestibili direttamente online.
Ti spediremo il rinnovo per l'anno successivo, circa un mese prima della scadenza della tua polizza, insieme all'attestazione del tuo stato di rischio.
Potrai rinnovare comodamente con carta di credito al telefono con i nostri consulenti oppure scopri come rinnovare la tua polizza Direct Line.

sabato 10 luglio 2010

Modalità di pagamento Bwin

Versamento/Prelievo - AIUTO ?
In quanto società internazionale, bwin cerca di offrire ai propri clienti le migliori modalità di versamento presenti nei loro rispettivi paesi. Una lista completa di tutti i tipi di versamento/prelievo disponibili si trova nel tuo conto scommesse. Il prelievio può essere effettuato unicamente con lo stesso metodo usato per il versamento.

Versamenti

Modalità di pagamento Tassa Tempo previsto per l'esecuzione Limiti per transazione

Carte di credito

VISA/VISA Electron

2 % Subito Min. EUR 10
Mass. EUR 2000

Master Card

2 % Subito Min. EUR 10
Mass. EUR 1000

Diners Club Card

2 % Subito Min. EUR 10
Mass. EUR 2000

Wallet

NETeller

0 % Subito Min. EUR 10
Mass. EUR 10000

ClickandBuy

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Moneybookers

0 % Subito Min. EUR 10
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Versamento PayPal

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Versamento bancario

0 % Fino a sette giorni Min. EUR 10
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Carta prepagata

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lunedì 5 luglio 2010

Full Tilt Poker recensione completa

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Full Tilt è una delle sale da poker online top

Full Tilt Poker ha fissato lo standard industriale quando si tratta di una partita di texas holdem con giocatori di professione. Full Tilt è diventata una delle room di poker più grandi e più note del poker online attraverso il loro marketing aggressivo e selezione del gioco.

Con la presenza televisiva e un team di oltre 40 giocatori di poker professionisti di fama mondiale come Phil Ivey, Allen Cunningham, Gus Hansen e Chris "Jesus" Ferguson, qualsiasi giocatore di poker conosce Full Tilt e sono alcuni dei nomi più importanti quando si tratta di vivere come professionisti. Il Team Full Tilt ha 34 braccialetti del WSOP tra di loro. Notevoli i giocatori high stakes online come Tom "Durrrr" Dwan, Phil "OMGClayAiken" Galfond, David "Raptor" Benefield che si possono vedere giocare. Full Tilt identifica i loro pro dando loro un nome di colore rosso nella hall.

Su Full Tilt potete trovare i tavoli con le azioni più spettacolari e le partite con in palio i piatti più alti, dove potrete vedere in azione alcuni dei migliori giocatori di poker del mondo.
Il software di Full Tilt è forse il più facile da usare quando si tratta di nuovi utenti. Esso offre più filtri per la selezione del gioco, diverse visioni della tabella, e tavoli tridimensionabili. La hall principale è facile da navigare e i giochi possono essere trovati dal livello più basso a quello più alto.

Sia il volume del traffico del sito che la scelta dei giochi disponibili sono tra i migliori ed è possibile giocare a Full Tilt anche per tutti i giocatori che usano computer Mac.
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Full Tilt viene eseguito su una rete indipendente che essi non condividono con altri siti. Considerando che Full Tilt è il secondo sito on-line in termini di traffico, questo non è un problema per gli utenti trovare un gioco che fa per loro.

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